Le disuguaglianze sociali accelerano l’invecchiamento biologico
L’invecchiamento biologico non segue sempre il ritmo del tempo che passa. Alcune persone invecchiano più velocemente di altre, e questo fenomeno è strettamente legato alle condizioni sociali in cui vivono. Un’analisi approfondita di 140 studi su oltre 65.000 individui rivela che le persone provenienti da ambienti svantaggiati o appartenenti a gruppi marginalizzati subiscono un invecchiamento cellulare più rapido. Questo processo, misurato attraverso strumenti chiamati orologi epigenetici, mostra che le disuguaglianze sociali lasciano un’impronta duratura sulla salute.
Gli orologi epigenetici sono algoritmi che valutano l’età biologica analizzando modifiche chimiche del DNA. Essi permettono di distinguere l’età reale di una persona dallo stato del suo organismo. Le prime versioni di questi orologi si limitavano a stimare l’età cronologica con una precisione notevole, ma faticavano a riflettere le differenze di salute tra individui. Le versioni più recenti, invece, integrano indicatori legati alla mortalità e al declino fisico. Catturano così molto meglio gli effetti delle condizioni di vita sul corpo.
L’analisi mostra che le persone in situazione di precarietà economica o provenienti da minoranze etniche presentano un invecchiamento accelerato rispetto a coloro che godono di condizioni sociali migliori. Questo divario è particolarmente marcato con gli orologi epigenetici di terza generazione, progettati per misurare il ritmo con cui il corpo si deteriora nel tempo. Tra questi, gli strumenti chiamati DunedinPoAm e DunedinPACE, nonché GrimAge, si rivelano i più sensibili alle disparità sociali. I risultati indicano che i bambini che crescono in famiglie modeste invecchiano più velocemente dal punto di vista biologico, un fenomeno che persiste in età adulta.
Le differenze etniche svolgono anch’esse un ruolo. Negli Stati Uniti, gli individui neri presentano un invecchiamento biologico più rapido rispetto ai bianchi, uno scarto che si osserva, in misura minore, anche tra le persone ispaniche e i bianchi. Queste disparità si spiegano in parte con l’accumulo di stress, esposizioni ambientali sfavorevoli e un accesso disuguale alle cure. Gli orologi epigenetici di ultima generazione, che valutano il ritmo del declino fisico piuttosto che l’età assoluta, rivelano queste differenze con una chiarezza maggiore.
I ricercatori sottolineano che questi strumenti potrebbero aiutare a comprendere come le disuguaglianze sociali si radicano nel corpo. Aprono anche la strada a interventi precoci per limitare i danni causati da ambienti sfavorevoli. Tuttavia, il loro utilizzo solleva domande sulla rappresentatività dei dati, ancora troppo spesso centrati su popolazioni agiate dei paesi ricchi. Per affinare queste misurazioni, sarà necessario ampliare gli studi a contesti sociali e geografici più vari.
Nos références
Référence originale
DOI : https://doi.org/10.1038/s41562-026-02477-6
Titre : Social determinants of health and epigenetic clocks: a systematic review and meta-analysis of 140 studies
Revue : Nature Human Behaviour
Éditeur : Springer Science and Business Media LLC
Auteurs : Y. E. Willems; A. D. Rezaki; M. Aikins; A. Bahl; Q. Wu; D. W. Belsky; L. Raffington